martedì 29 aprile 2008

S.P.Q.R.

Campidoglio


I romani hanno deciso: Gianni Alemanno guiderà la città per i prossimi 5 anni.
Rutelli, ex-sindaco e candidato alla poltrona in Campidoglio dallo schieramento di centro-sinistra, non ce l'ha fatta.
Il divario fra i due contendenti è stato rilevante; ad entrambi spetta  ora un compito assai impegnativo: al nuovo Sindaco l'amministrazione di una città che chiede prepotentemente sicurezza, semplificazione amministrativa, attenzione per le periferie e viabilità; al capo dell'opposizione il controllo sull'operato della nuova giunta comunale e la riorganizzazione territoriale del partito dopo un'attenta analisi delle ragioni della debacle.
In ogni caso, ci auguriamo che l'interesse dei romani sia anteposto ad ogni politica di parte; lo meritano loro e la millenaria storia della città.

giovedì 24 aprile 2008

Bipartitismo

walter_veltroni


 silvio-berlusconi


        Le recenti elezioni del 13 aprile scorso hanno provocato la semplificazione del quadro politico italiano. Da una frammentazione pluripartitica si è passati ad un moderno bipartitismo sul modello occidentale. La semplificazione cui si è addivenuti, ci auguriamo possa costituire il primo necessario passo in direzione di un sistema snello e compatto opposto a quello sino qui proposto all’elettore italianio: scegliere plebiscitariamente per un candidato o per tutti quelli schierati contro lui e le sue politiche. Da questo momento in avanti,  la scelta dell'elettore si fonderà  sulla consapevolezza di poter concorrere a determinare la persona che governerà, libera dai veti opposti da una politica frantumata per quantità ed identità, con una maggioranza definita  e  riconoscibile ed una opposizione chiara per composizione e ruolo. Ogni lobbista desidera Istituzioni stabili e semplificate con cui interfacciarsi e collaborare. La duratura strutturazione  di un rapporto fra portatore d’interesse e decisore, caratterizza la genesi  del processo di decisione in una moderna democrazia. Istituzioni forti ed in grado di decidere hanno la capacità di opporsi alle pressioni  di quanti pretenderebbero favori in cambio di appoggi. L’auspicio è che il modello bipartitico si consolidi ed evolva verso un sistema in grado, sempre più,  di garantire stabilità e governabilità. Una legge elettorale marcatamente maggioritaria con la previsione di un doppio turno ne faciliterebbe sviluppo e radicamento.

Lobbisti con le stellette

usa army


Il New York Times, nei giorni scorsi, ha rivelato come circa 70 ex-ufficiali dell’esercito americano ingaggiati dai principali network americani come opinionisti, siano in realtà lobbisti manipolati dal Pentagono.
Da parte dell’amministrazione Bush sono state riservate loro informazioni e visite presso teatri di guerra così che potessero poi riferire notizie positive a vantaggio del governo americano. Secondo quanto riferisce il New York Times il piano sarebbe stato ideato da Donald Rumsfeld, ex segretario alla Difesa, per invertire il trend negativo mostrato dall’opinione pubblica nei confronti di guerra e amministrazione americana.
Da tutto questo gli ex-ufficiali avevano un lauto ritorno essendo agenti lobbisti di grandi aziende legate alla Difesa o addirittura dipendenti delle medesime alla ricerca di contratti ed ordini assai importanti.
Una doppia veste da parte degli ufficiali quindi: opinionisti e lobbisti; con uno scambio di ruoli a seconda dell’occasione o delle richieste. Parole di fiducia e rassicuranti in cambio di contratti? Sembra proprio di sì.


Non è questa l’America che ci piace: è troppo lontana dal nuovo che si sta prospettando e che sta lentamente ma prepotentemente avanzando nella corsa alla Casa Bianca. Una cosa comunque tranquillizza l’opinione pubblica americana così come tutti noi: il ruolo di watch-dog della stampa che permette la diffusione di notizie altrimenti filtrate e corrette e la cronaca di comportamenti ed avvenimenti sicuramente meritevoli di sdegno e condanna.

domenica 30 marzo 2008

Primo emendamento

Rushmore



Riportiamo, qui di seguito, il contenuto del Primo Emendamento alla Costituzione Usa; a questo frammento, il cui testo disciplina e contempla il diritto da parte del cittadino di rivolgere petizioni al governo per la riparazione di torti subiti, si è soliti far risalire l'origine del termine e dell'attività di lobbying. Solo pochi anni più tardi, in verità, il termine lobby è adoperato per la prima volta in un documento ufficiale del Congresso americano; in esso, si manifestavano esigenza e necessità di sgomberare il corridoio fuori all'aula, colmo di portatori di interessi, intenti solo a procacciare e negoziare affari con i decisori. Quindi, come si è detto altre volte, il luogo per la professione; è il luogo che identifica chi la pratica: un'ante-camera in cui è possibile contattare chi è in grado di decidere e sceglie di essere informato e portato a conoscenza di un determinato argomento, da parte di chi questo argomento lo conosce davvero bene, o semplicemente, lo rappresenta per conto di una controparte(solitamente privata). Quindi, lobbisti perchè frequentatori di lobby; lobbying in quanto esercitatori tale professione; lobbies per denotare i gruppi da loro rappresentati.Il Primo Emendamento è stato interpretato come il primo rudimentale riconoscimento del diritto di ogni cittadino americano di informare l'istituzione circa una sua istanza: da ciò l'identificazione, nel giudizio dei più, di questo come pietra basilare della moderna attività lobbistica, tesa, va ricordato, ad informare il decidente e quindi ad assisterlo nello svolgimento della sua attività, non a condizionarlo.


 


EMENDAMENTI COSTITUZIONALI


I. Il Congresso non potrà fare alcuna legge che stabilisca una religione di Stato o che proibisca il libero esercizio di una religione; o che limiti la libertà di parola o di stampa; o il diritto del popolo di riunirsi pacificamente, e di rivolgere petizioni al governo per la riparazione di torti.COSTITUZIONE DEGLI STATI UNITI

Leggi il contenuto di tutta la costituzione U.S.A.



domenica 2 marzo 2008

Lobbying nella terra dei canguri

Western Australia Flag


Nelle scorse settimane, in un forum dedicato al tema "La regolamentazione del Lobbying nei diversi paesi del mondo", si è parlato del "Lobbying Disclosure Accountability Bill" ( 2007) dello stato della Western Australia: un corpo di norme che, superate quelle ricomprese ne "Il Lobbying Registration Scheme"  del 1984 abrogato poi nel 1996, si pone come regolamentatore di ogni attività di rappresentanza d'interesse prevedendo un registro di accreditamento per il lobbista, una disciplinatura della sua attività di contatto con i decisori pubblici, la durata del suo status, un insieme di comportamenti cui tassativamente attenersi e delle sanzioni per chi le viola. Un modello, quindi, per tanti altri paesi. Non solo perchè risulta essere una legislazione moderna, efficace e lungimirante; ma perchè dimostra l'attenzione del legislatore nei confronti di un tema sconosciuto o ignorato quasi altrove.


EventVenuesWesternAustralia



Guarda il "Lobbying Disclosure Accountability Bill" per intero:
Bill 242-1


sabato 9 febbraio 2008

An eye on Italy and England

LogoPresidenza590La brusca ma prevedibile interruzione della legislatura, impedirà al Parlamento di esaminare il testo e conseguentemente esprimersi, riguardo al disegno di legge volto alla regolamentazione dell’attività di lobbying, presentato dal ministro Santagata nei mesi scorsi. Un testo che, approvato in Consiglio dei Ministri, conteneva indirizzi disciplinatori precisi, finalizzati a giurisprudenzializzare il lavoro del rappresentante d’interessi, nel suo status, nella sua attività di contatto, nel suo approccio al decisore istituzionale. Attraverso il momento parlamentare, siamo sicuri che avrebbe beneficiato di ulteriori aggiustamenti, ampliamenti e limature; auspichiamo che eligendi e futuri governanti possano concordemente ripartire da questo testo, superando partigianerie e scambievoli diffidenze, al fine di legiferare in un ambito che sembra prepotentemente esigere una disciplina. Il sistema elettorale che trasformerà collegi in eletti, sarà il medesimo frammentato, “tirannopartitico”, vischioso ed antidemocratico della passata legislatura generatore delle gravi seguenti conseguenze: debolezza della maggioranza, ricatti dei partiti minori, “aventiniane” occasioni per distinguersi, coalizioni fragili a rischio perpetuo di sfarinature e collassi. Ebbene, siamo preoccupati. Davvero. Intanto nella patria della vecchia democrazia, l’Inghilterra, l’ex statista Tony Blair è passato da Downing Streetbig_ben_from_river a Wall Street, avendo accettato l’incarico di consulente per la banca d’affari americana JP Morgan. Già mediatore di pace in Medio Oriente e ricercato conferenziere, ecco ora un nuovo e ben remunerato impegno per Blair. Chi se ne importa dell’istituto del raffreddamento: conoscenze, relazioni mondiali, entrature maturate a seguito delle sue attività da Primo Ministro, non solo non ostano, ma addirittura agevolano una brillante carriera da lobbista per una prestigiosa banca d’investimenti! L’unico impedimento per Blair consiste nel non poter esercitare attività lobbistica, per un anno, sui ministri inglesi!!! Moltissime aziende e banche d’affari corteggiano ex governanti alla scopo di beneficiare della loro esperienza e del loro blasone; niente di male in tutto questo; l’importante è che questi corteggiati, per loro interessi, non diano l’impressione di profittare del lavoro svolto per la propria Patria!