domenica 16 novembre 2008

In libreria

E_la_lobby



E’ la lobby, bellezza!, è un volume di relazioni pubbliche, a cura di Santo Primavera, in cui si affronta il tema del lobbying partendo dall’esposizione, nel corso del primo capitolo, di note e pareri sull’argomento, da parte di politologi, ministri e notisti politici.

L’autore prosegue descrivendo il lobbying ed i lobbisti, argomentando le ragioni che dovrebbero spingere e stimolare un soggetto a farsi rappresentante di un interesse presso il decisore, nazionale o regionale.

Da una descrizione di alcuni gruppi di interesse (sindacati, corporazioni, lobby dei consumatori...), Santo Primavera passa all’analisi della lobby da “prima” e “seconda repubblica” interfacciata ad una politica non sempre forte ed autorevole; successivamente, l’autore pone l’attenzione sul percorso del procedimento e della maturazione della decisione, anche a livello locale, soffermandosi sugli strumenti indispensabili per fare lobbying e per acquisire una operatività basata, ad esempio, sulla capacità di approcciarsi al decisore e sulla pianificazione di una strategia efficace di contatto.

Il volume costituisce strumento utile per conoscere il mondo delle lobbies, la loro attività, i decision-makers e per focalizzare l’attenzione su un tema poco conosciuto e trattato, ma la cui comprensione risulta necessaria per muoversi tempestivamente, efficacemente e senza subire le decisioni.

Il taglio del libro consente una comprensione ed una fruizione agevole degli argomenti, permettendo all’esperto così come a chi si avvicina per la prima volta al mondo delle pubbliche relazioni di acquisire nozioni e conoscenze indispensabili.

giovedì 23 ottobre 2008

Marcia Internazionale per la Libertà - Roma

Locandina marcia

L'Associazione culturale Società Libera promuove, a Roma, un evento volto a sensibilizzare opinione pubblica ed Istituzioni alla causa e all'impegno di quanti, quotidianamente,  si adoperano nel mondo affinché la libertà costituisca diritto e fondamento della società.

venerdì 26 settembre 2008

Giuseppe Morandini - Piccola Industria -

imagesIl presidente di Piccola Industria Giuseppe Morandini, vice presidente nazionale di Confindustria, con la sua attività volta a valorizzare e dare visibilità alla piccola impresa si è impegnato, sin dall’inizio del mandato, affinchè questa fosse posta al centro di ogni politica di sviluppo.


Piccola Industria costituisce, per consistenza numerica e fatturato, il muro maestro di tutto il sistema produttivo italiano; Morandini, nella sua attività di presidente, ne ha saputo trasmettere, al decisore, istanze e contributi riuscendo a conseguire risultati significativi ed ottenere riscontri ragguardevoli che hanno premiato, e continuano a premiare, la sua strategia finalizzata al raggiungimento di obiettivi ben determinati, essenziali per lo sviluppo della piccola impresa.


Giuseppe Morandini può considerarsi il moderno portatore d’interesse, non solo perché è riuscito a sollevare la PI da una progressiva marginalità, agevolandone un deciso ricentraggio “politico”, ma perché con un impegno quotidiano e trasparente continua ad influenzare le scelte dei rappresentanti istituzionali a vantaggio delle PI, che grazie alla sua determinazione hanno la possibilità di far sentire davvero la propria voce.


 

mercoledì 16 luglio 2008

Non più assalti delle lobbies?

lobbying“Niente assalti delle lobbies” ha detto il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il giorno dopo l'approvazione della finanziaria, davanti la platea della Confcommercio riunita nella Capitale e guidata da Carlo Sangalli.
“Sarà qualcosa di innovativo e di straordinario” ha proseguito Berlusconi, esponendo i contenuti dei provvedimenti ed augurandosi, altresì, l'uscita “da quella consuetudine odiosa di Finanziarie che fanno il loro ingresso in Parlamento in autunno ed escono colme di richieste delle lobbies e dei singoli parlamentari”.
Parole giuste e condivisibili che inducono a riflettere su una consuetudine – quella “dell'assalto alla legge finanziaria” in discussione nelle Commissioni ed in Parlamento, da parte dei rappresentanti d'interessi, appunto – che esiste e che esige una regolamentazione scrupolosa riguardante prassi, modalità ed attori agenti.
Come si può consentire che l'azione di stravolgimento della legge pi , ricordato dal Presidente del Consiglio, sia praticata da soggetti che incidono in maniera così determinante nella formazione dei procedimenti decisionali, ma che operano in maniera ufficiosa perché non iscritti ad un albo professionale e non disciplinati da una regolamentazione, anche sommaria, che ne regoli lo svolgimento dell' attività?
Non è ammissibile criticare un sedimentato modo di procedere, senza intervenire su chi lo adotta.
La rappresentanza degli interessi è interlocuzione legittima ed utile per il decisore pubblico, purchè sia ricompresa in uno spazio di regole ben definito che contempli deontologia, professionalità e trasparenza.
Torniamo a ripetere che risulta davvero indispensabile una regolamentazione dell'attività di lobbying; i 25 progetti di legge, presentati nel corso degli anni sulla materia, denotano la sensibilità e l'interesse dei legislatori al tema.
Perché non ripartire, in Parlamento, dal disegno di legge Santagata? Potrebbe essere una splendida sintesi fra le istanze delle diverse forze politiche e costituire, quindi, un provvedimento capace di attirare un consenso universale e condiviso: bipartisan, come forestieramente e pomposamente si suole definire!

sabato 31 maggio 2008

2008: una nuova stagione

consiglio_dei_ministriSarà senza dubbio interessante vedere il confronto fra Governo, parti sociali e rappresentanti di categoria che si instaurerà nel corso di questa legislatura. Interessante,  perché il Governo si caratterizza per una solidità non preventivabile poco prima, e sorprendente poco dopo, lo svolgimento delle elezioni politiche: ampia investitura e legittimazione popolare; coesione fra componenti e leader di partito; condivisione di un programma moderatamente ambizioso ma realistico per finalità ed estensione; solidità istituzionale derivata da un bipartitismo semplificativo che agevola e snellisce il procedimento legislativo; compattezza di una compagine, ristretta per numero di componenti e proiezione territoriale del consenso ottenuto; presenza di una congiuntura economica non favorevole, ma che si affronta con una virtuosità finanziaria perseguita lodevolmente ed ottenuta pragmaticamente dal precedente esecutivo.

unitariov

I rappresentanti dei lavoratori vivono un periodo di rinnovata armonia che agevola il loro ruolo di mediani e portatori delle istanze degli associati al decisore pubblico; il ritrovato equilibrio significa chiarezza ed uniformità nella rappresentazione e nella difesa della issue;  è indice, inoltre, del superamento di ogni deleterio trascorso sfilacciamento: in due parole, unicità ed univocità nella comunicazione e nella concertazione a vantaggio del lavoratore e della tempestività delle decisioni.

Fra le associazioni rappresentative dei datori di lavoro, Confindustria ostenta la rinnovata mission impersonata dalla nuova guida e dalla unità della base esemplificata dalla elezione simil-plebiscitaria del suo vertice, Emma Marcegaglia, appunto. confindustriaRappresentatività e realismo, rivoluzione e sovvertimento degli schematici abiti procedurali indossati sino ad ora -  questo è rappresentato dalla nuova Confindustria. La novità di una donna a capo di una organizzazione cui sono associate decine di migliaia di aziende è storicamente assai rilevante. Segna la distanza fra una società sino ad oggi maschilista ed un’altra che da oggi lo è un po’ meno. Pone le condizioni affinchè l’apporto di una donna, il suo modo diverso ed includente di pensare ed agire, possa costituire risorsa spendibile in innovazione e trasversalità.

Per concludere, ci sono le condizioni migliori perché possa costruirsi una virtuosità di interscambio fra i soggetti ricordati: ognuno rappresentando i propri interessi che sono poi gli interessi degli associati, con autonomia, con la consapevolezza della propria forza che deriva da una legittimazione e da una aurtorevolezza mai sperimentati. C’è una opportunità che non può non essere sfruttata: ristrutturare la società italiana come centro di allocazione delle energie e delle qualità in base ai meriti contro tutti i centri di potere economici e politici.

O    O   O

La già ricordata neo-Presidente di Confindustria, Emma marcegaglia; Marigia Maolucci, Segretario Confederale della organizzazione sindacale CGIL; Renata Polverini, Segretario Generale dell’Unione Generale del Lavoro(UGL), Federica Guidi, Presidente dei Giovani industriali di Confindustria: le nuove rappresentanti di interessi sono persone competenti e capaci che hanno conquistato il proprio ufficio sul campo, nel lavoro quotidiano fatto con merito e tenacia senza agevolazioni o quote di sorta.

domenica 18 maggio 2008

VI Rapporto Società Libera

Immagine 006L'Associazione culturale Società Libera, lobby liberale che promuove e sostiene la cultura politica, ha presentato a Roma, giovedì scorso, il VI Rapporto sul processo di liberalizzazione della società italiana. L'evento costituisce un appuntamento ormai consueto che  fornisce annualmente occasione per dibattere e riflettere sulle diverse aree tematiche oggetto dell'analisi.
Sono intervenuti Franco Bassanini, Bruno Tabacci, Franco Morganti e Gianni Locatelli.




Guarda lo slideshow :


Foto VI RAPP


 



 


 


 

sabato 3 maggio 2008

Intervista di Emma Marcegaglia sulla stampa estera

marcegagliaNei giorni scorsi, Emma Marcegaglia, sul giornale francese "Le Figaro" e su quello spagnolo "El Paìs" ha descritto la situazione italiana elencando i pesi che gravano sulla sua economia. Oltre ad indicare il settore pubblico come costoso ed inefficiente, la Marcegaglia ha puntato il dito contro la burocrazia ed una politica statale eccessivamente protesa a proteggere e controllare moltissimi settori: trasporti, energia, servizi.
La cosa che ha colpito molti osservatori internazionali è l'accusa, seguita da riflessione, rivolta nei confronti delle lobbies, fautrici a suo giudizio dell'indebolimento del sistema Italia a causa dei privilegi e dei veti di cui spesso sono responsabili. Emma Marcegaglia conclude l'intervista auspicando un avvicinamento italiano al modello tecnologico aziendale tedesco ed a quello efficace pubblico spagnolo.
Desideriamo ricordare al neo-presidente Marcegaglia che anche l'associazione di categoria che ha il privilegio di rappresentare, Confindustria, costituisce essa stessa una lobby molto importante perché rappresentativa di più di 120.000 aziende e dotata quindi di un peso assai rilevante nel processo decisionale pubblico avendo assunto un ruolo decisivo in ogni momento di concertazione insieme alle altre associazioni di categoria, al Governo ed alle parti sociali.
Politica e lobbies possono anche frenare la crescita economica di un Paese: questo avviene quando esiste un processo di co-decisione in cui ogni iniziativa è ritagliata a modello dei cosiddetti "poteri forti" dalla pubblica autorità. Esistono però degli istituti che consentono un controllo affinché non ci sia una contaminazione perenne fra potere ed organi di rappresentanza ed affinché non ci sia la proiezione o la sopraffazione dell'uno sull'altro: uno di questi istituti è rappresentato dalle elezioni democratiche in grado di scardinare una contiguità di interessi tra pubblico e privato e di dare vita ad un potere politico che non sia influenzabile e che si muova in modo autonomo, autorevole e non eterodiretto, capace di ascoltare ma, soprattutto, di decidere e governare.