E’ la lobby, bellezza!, è un volume di relazioni pubbliche, a cura di Santo Primavera, in cui si affronta il tema del lobbying partendo dall’esposizione, nel corso del primo capitolo, di note e pareri sull’argomento, da parte di politologi, ministri e notisti politici.
L’autore prosegue descrivendo il lobbying ed i lobbisti, argomentando le ragioni che dovrebbero spingere e stimolare un soggetto a farsi rappresentante di un interesse presso il decisore, nazionale o regionale.
Da una descrizione di alcuni gruppi di interesse (sindacati, corporazioni, lobby dei consumatori...), Santo Primavera passa all’analisi della lobby da “prima” e “seconda repubblica” interfacciata ad una politica non sempre forte ed autorevole; successivamente, l’autore pone l’attenzione sul percorso del procedimento e della maturazione della decisione, anche a livello locale, soffermandosi sugli strumenti indispensabili per fare lobbying e per acquisire una operatività basata, ad esempio, sulla capacità di approcciarsi al decisore e sulla pianificazione di una strategia efficace di contatto.
Il volume costituisce strumento utile per conoscere il mondo delle lobbies, la loro attività, i decision-makers e per focalizzare l’attenzione su un tema poco conosciuto e trattato, ma la cui comprensione risulta necessaria per muoversi tempestivamente, efficacemente e senza subire le decisioni.
Il taglio del libro consente una comprensione ed una fruizione agevole degli argomenti, permettendo all’esperto così come a chi si avvicina per la prima volta al mondo delle pubbliche relazioni di acquisire nozioni e conoscenze indispensabili.
domenica 16 novembre 2008
In libreria
giovedì 23 ottobre 2008
Marcia Internazionale per la Libertà - Roma
L'Associazione culturale Società Libera promuove, a Roma, un evento volto a sensibilizzare opinione pubblica ed Istituzioni alla causa e all'impegno di quanti, quotidianamente, si adoperano nel mondo affinché la libertà costituisca diritto e fondamento della società.
venerdì 26 settembre 2008
Giuseppe Morandini - Piccola Industria -
Il presidente di Piccola Industria Giuseppe Morandini, vice presidente nazionale di Confindustria, con la sua attività volta a valorizzare e dare visibilità alla piccola impresa si è impegnato, sin dall’inizio del mandato, affinchè questa fosse posta al centro di ogni politica di sviluppo.
Piccola Industria costituisce, per consistenza numerica e fatturato, il muro maestro di tutto il sistema produttivo italiano; Morandini, nella sua attività di presidente, ne ha saputo trasmettere, al decisore, istanze e contributi riuscendo a conseguire risultati significativi ed ottenere riscontri ragguardevoli che hanno premiato, e continuano a premiare, la sua strategia finalizzata al raggiungimento di obiettivi ben determinati, essenziali per lo sviluppo della piccola impresa.
Giuseppe Morandini può considerarsi il moderno portatore d’interesse, non solo perché è riuscito a sollevare la PI da una progressiva marginalità, agevolandone un deciso ricentraggio “politico”, ma perché con un impegno quotidiano e trasparente continua ad influenzare le scelte dei rappresentanti istituzionali a vantaggio delle PI, che grazie alla sua determinazione hanno la possibilità di far sentire davvero la propria voce.
mercoledì 16 luglio 2008
Non più assalti delle lobbies?
“Niente assalti delle lobbies” ha detto il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il giorno dopo l'approvazione della finanziaria, davanti la platea della Confcommercio riunita nella Capitale e guidata da Carlo Sangalli.
“Sarà qualcosa di innovativo e di straordinario” ha proseguito Berlusconi, esponendo i contenuti dei provvedimenti ed augurandosi, altresì, l'uscita “da quella consuetudine odiosa di Finanziarie che fanno il loro ingresso in Parlamento in autunno ed escono colme di richieste delle lobbies e dei singoli parlamentari”.
Parole giuste e condivisibili che inducono a riflettere su una consuetudine – quella “dell'assalto alla legge finanziaria” in discussione nelle Commissioni ed in Parlamento, da parte dei rappresentanti d'interessi, appunto – che esiste e che esige una regolamentazione scrupolosa riguardante prassi, modalità ed attori agenti.
Come si può consentire che l'azione di stravolgimento della legge pi , ricordato dal Presidente del Consiglio, sia praticata da soggetti che incidono in maniera così determinante nella formazione dei procedimenti decisionali, ma che operano in maniera ufficiosa perché non iscritti ad un albo professionale e non disciplinati da una regolamentazione, anche sommaria, che ne regoli lo svolgimento dell' attività?
Non è ammissibile criticare un sedimentato modo di procedere, senza intervenire su chi lo adotta.
La rappresentanza degli interessi è interlocuzione legittima ed utile per il decisore pubblico, purchè sia ricompresa in uno spazio di regole ben definito che contempli deontologia, professionalità e trasparenza.
Torniamo a ripetere che risulta davvero indispensabile una regolamentazione dell'attività di lobbying; i 25 progetti di legge, presentati nel corso degli anni sulla materia, denotano la sensibilità e l'interesse dei legislatori al tema.
Perché non ripartire, in Parlamento, dal disegno di legge Santagata? Potrebbe essere una splendida sintesi fra le istanze delle diverse forze politiche e costituire, quindi, un provvedimento capace di attirare un consenso universale e condiviso: bipartisan, come forestieramente e pomposamente si suole definire!
sabato 31 maggio 2008
2008: una nuova stagione
domenica 18 maggio 2008
VI Rapporto Società Libera
L'Associazione culturale Società Libera, lobby liberale che promuove e sostiene la cultura politica, ha presentato a Roma, giovedì scorso, il VI Rapporto sul processo di liberalizzazione della società italiana. L'evento costituisce un appuntamento ormai consueto che fornisce annualmente occasione per dibattere e riflettere sulle diverse aree tematiche oggetto dell'analisi.
Sono intervenuti Franco Bassanini, Bruno Tabacci, Franco Morganti e Gianni Locatelli.
Guarda lo slideshow :
sabato 3 maggio 2008
Intervista di Emma Marcegaglia sulla stampa estera
Nei giorni scorsi, Emma Marcegaglia, sul giornale francese "Le Figaro" e su quello spagnolo "El Paìs" ha descritto la situazione italiana elencando i pesi che gravano sulla sua economia. Oltre ad indicare il settore pubblico come costoso ed inefficiente, la Marcegaglia ha puntato il dito contro la burocrazia ed una politica statale eccessivamente protesa a proteggere e controllare moltissimi settori: trasporti, energia, servizi.
La cosa che ha colpito molti osservatori internazionali è l'accusa, seguita da riflessione, rivolta nei confronti delle lobbies, fautrici a suo giudizio dell'indebolimento del sistema Italia a causa dei privilegi e dei veti di cui spesso sono responsabili. Emma Marcegaglia conclude l'intervista auspicando un avvicinamento italiano al modello tecnologico aziendale tedesco ed a quello efficace pubblico spagnolo.
Desideriamo ricordare al neo-presidente Marcegaglia che anche l'associazione di categoria che ha il privilegio di rappresentare, Confindustria, costituisce essa stessa una lobby molto importante perché rappresentativa di più di 120.000 aziende e dotata quindi di un peso assai rilevante nel processo decisionale pubblico avendo assunto un ruolo decisivo in ogni momento di concertazione insieme alle altre associazioni di categoria, al Governo ed alle parti sociali.
Politica e lobbies possono anche frenare la crescita economica di un Paese: questo avviene quando esiste un processo di co-decisione in cui ogni iniziativa è ritagliata a modello dei cosiddetti "poteri forti" dalla pubblica autorità. Esistono però degli istituti che consentono un controllo affinché non ci sia una contaminazione perenne fra potere ed organi di rappresentanza ed affinché non ci sia la proiezione o la sopraffazione dell'uno sull'altro: uno di questi istituti è rappresentato dalle elezioni democratiche in grado di scardinare una contiguità di interessi tra pubblico e privato e di dare vita ad un potere politico che non sia influenzabile e che si muova in modo autonomo, autorevole e non eterodiretto, capace di ascoltare ma, soprattutto, di decidere e governare.