mercoledì 23 settembre 2015

Società Libera - VIII Marcia Internazionale per la Libertà

VIII MARCIA INTERNAZIONALE
PER LA LIBERTA’

DELLE MINORANZE E DEI POPOLI OPPRESSI

ROMA - PARIGI

SABATO 10 OTTOBRE 2015, ORE 16
da Piazza Mazzini a Piazza Risorgimento

INSIEME PER LA LIBERTA'

L’Associazione di cultura liberale SOCIETÀ LIBERA e le COMUNITÀ DELLE MINORANZE E DEI POPOLI OPPRESSI in esilio promuovono in contemporanea a Parigi e a Roma l’8° MARCIA INTERNAZIONALE PER LA LIBERTÀ.
Nel mondo non vi sarà stabilità fin quando assetti politici, unità territoriali ed identità dei Popoli saranno imposti. La Libertà, intesa come diritto fondamentale della Persona e come autodeterminazione dei Popoli, non è d'ostacolo alla stabilità internazionale, anzi ne è il presupposto.
Individui e Popoli, liberi di perseguire le proprie aspirazioni e la propria felicità, si riconosceranno così nell’appartenenza ai propri Paesi, contribuendo ad una maggiore coesione sociale oltre che alla salvaguardia della propria identità.
A fronte della privazione delle libertà fondamentali, di cui soffrono centinaia di milioni di persone, non vogliamo restare immobili, l'Europa deve mobilitarsi ponendo la difesa dei Diritti Umani come priorità nei rapporti internazionali, sia di natura politica che commerciale. Le genti d'Europa non possono ignorare che salvaguardando la libertà di tutti difendono anche la propria libertà.
Con questi convincimenti marceremo silenziosamente a Parigi e a Roma, insieme a Birmani, Cambogiani, Iraniani, Khmer Kampuchea Krom, Kurdi, Laotiani, Siriani, Tibetani, Uyghuri, Vietnamiti.

giovedì 18 giugno 2015

Premio Internazionale alla Libertà

PREMIO INTERNAZIONALE ALLA LIBERTA'
X edizione

Lucca – Chiesa San Francesco
27 giugno 2015 - ore 20,30

I riconoscimenti della X edizione verranno conferiti a:

Ricerca Scientifica  -  AGENZIA SPAZIALE ITALIANA
Cultura  -  PHILIPPE NEMO
Economia  -  PASCAL SALIN
Premio Speciale  -  MARIA CARMELA LANZETTA
L’evento si terrà nella Chiesa di San Francesco nell’omonima piazza e sarà trasmesso da Rai2 l' 8 luglio in seconda serata.

martedì 16 giugno 2015

MERCOLEDI' 17 GIUGNO 2015, ORE 18

Assolombarda
Sala Falck
Via Chiaravalle, 8 - Milano

LIBERALIZZAZIONI UN'INCOMPRESA NECESSITA'

13° Rapporto sul processo di liberalizzazione della società italiana

 
Tra gli effetti deleteri prodotti dalla crisi economica vi è sicuramente la riscoperta, particolarmente percepita dalla pubblica opinione, del positivo ruolo dello Stato nella sfera economica, è un aspetto inquietante a dimostrazione della crisi, prima di tutto culturale, che il liberalismo sconta nel Paese. L'appartenenza delle imprese alla proprietà pubblica serve l'interesse generale meglio della proprietà privata. E’ questa una convinzione fideistica, storicamente non dimostrabile, né suffragata da positivi risultati, allo stesso modo della convinzione che individua in una corposa attività legislativa il rimedio per ogni patologica situazione o devianti comportamenti. E’ la presunzione fatale del positivismo.
Altrettanto chiara è la valutazione complessiva sul processo di liberalizzazione che ha interessato marginalmente il Paese.

giovedì 27 novembre 2014

Conflitti

Il nuovo presidente di una nota compagnia aerea di bandiera, con considerevole componente pubblica, possiede quote del principale concorrente privato ferroviario. Uno potrebbe pensare: e se venisse facilitato uno nei confronti dell'altro? Oppure: e se queste componenti facessero cartello contro l'altro concorrente ferroviario pubblico?  Qualcuno si è/ha per caso posto interrogativi al riguardo?

giovedì 24 luglio 2014

Spettacolarizzazione della vergogna

Avremmo dovuto svolgere le operazioni di notte, o magari durante i recenti mondiali di calcio, quando l'attenzione pubblica - soprattutto internazionale - sarebbe potuta essere distratta e avrebbe potuto riservare modesta considerazione alle operazioni di rimozione della nave da crociera, famosa in tutto il mondo per la sconsideratezza della sua guida.
Invece no: tutti i media mobilitati a riprendere i lavori come se fosse un evento da ricordare, invece che da silenziare il prima possibile. Non rispetto delle regole, ignoranza dei divieti, incompetenza, codardaggine, tradimenti, fuga dalle responsabilità, code processuali senza fine: c'era di tutto per non spettacolizzare ancora questo fatto penoso, che ha fatto arrossire tutti - senza colpa alcuna - per l'imbarazzo e la gravità.

lunedì 16 giugno 2014

Intervento del Direttore di Società Libera, Vincenzo Olita

LA  SUADENTE PAROLA DELLA SEMPLIFICAZIONE
di Vincenzo Olita Le liberalizzazioni continuano ad essere un percorso ed un modello in crisi che vaga tra miraggi e concretizzazioni, questa la sintesi del dodicesimo Rapporto di Società Libera che individua, a compendio della trattazione dei nove settori analizzati, stimolanti indicazioni operative.
Da tempo auspichiamo un sostanziale processo di liberalizzazioni che apra il Paese alla concorrenza e lo indirizzi su un concreto percorso di semplificazione e modernizzazione dell’apparato burocratico, purtroppo, al di là di esternazioni e proclami, in questi anni hanno prevalso immobilismo e un’inconsistente retorica sull’urgenza del riformare. A riprova, riproponiamo quest’anno un saggio sul comparto della sicurezza, già pubblicato nel 2009, che evidenziava un’esigenza di ammodernamento e di razionalizzazione. Dopo cinque anni sono riflessioni del tutto attuali, rinvigorite dal dibattito sulla spending review, ma appannate dal pressappochismo della politica, che ha oscillato tra proposte di accorpamento di corpi di polizia e richieste d’incremento degli operatori, già ridondanti rispetto alla media europea, per poi esaurirsi nel solito  ragionieristico reperimento di risorse attraverso tagli di spesa, con buona pace di una concreta razionalizzazione del settore.
Nella stessa necessità si trova il sistema giudiziario che per la sua inefficienza, ma ancor più per l’inefficacia, ormai stancamente, viene indicato tra le principali criticità del Paese. L’incertezza giuridica, piaga del nostro ordinamento processuale, richiede una riforma sistemica del processo centrata sulla revisione delle finalità e della struttura dell’istituto dell’impugnazione sia civile che penale. Sono indicazioni che, unitamente ad una riforma strutturale ed organizzativa della giustizia amministrativa, dovrebbero essere in grado di incidere su una sostanziale riduzione del contenzioso giudiziario.
L’ultimo Rapporto si soffermò sull’antieconomicità della TAV e sulla sua faraonica inutilità, oggi evidenzia l’esigenza di urgenti interventi a beneficio del trasporto pubblico locale, un’insufficiente liberalizzazione nel trasporto ferroviario e accoglie positivamente la costituzione dell’Autorità indipendente per la regolazione dei trasporti, purtroppo non dotata di poteri sanzionatori.
Di ripensamento in senso liberale necessita anche il comparto dell’istruzione dove merito, sistema premiante per i docenti e autonomia degli Istituti oscillano tra insipiente sottovalutazione e anacronistiche contrarietà. Al nostro sistema scolastico non bastano più burocratiche riforme, incapaci di innescare un sostanziale mutamento in senso partecipativo, occorre una progettualità radicale che, muovendo dall’elezione dei dirigenti scolastici da parte di docenti, studenti, personale, famiglie, dalla scelta e valutazione dei docenti, dalla soppressione degli Uffici scolastici regionali, giunga a connaturare ogni Istituto come pulsante comunità, non come ultimo anello di una catena ministeriale, ma segmento propedeutico al necessario rapporto scuola-lavoro.
Le privatizzazioni, poi, vengono invocate, nel migliore dei casi, come strumento per la riduzione del debito, il più delle volte come un pronto cassa funzionale alle esigenze di bilancio. La privatizzazione della Rai, invece, potrebbe segnalare un reale arretramento dell’apparato politico e la concreta volontà di abbandonare indirizzi dirigistici.
Così come non si può prescindere da una presa d’atto, da parte delle Regioni, dello stretto rapporto che intercorre tra l’attuazione degli indirizzi di razionalizzazione delle attività economiche e la gestione della finanza pubblica, un rapporto che implica di indirizzare l’attività e le scelte degli enti territoriali non verso un capitalismo municipale, ma ad una maggiore attenzione ai mercati, perché le politiche di liberalizzazione sono di fatto propedeutiche allo sviluppo economico.
Purtroppo le nostre condizioni strutturali non avvertono significativi miglioramenti: la vischiosità delle procedure e il loro costo, la Banca mondiale segnala che avviare un’impresa in Italia costa il triplo rispetto alla media Ue, la corruzione, gli oneri burocratici e amministrativi continuano ad incidere sul contesto congiunturale.
Eppure l’impegno a sburocratizzare e semplificare è promessa principe della politica   che, con ipocrita superficialità, finge di non accorgersi che la soffocante tenaglia burocratica è da essa stessa manovrata.
Un percorso di semplificazione non è dipendente da buone intenzioni ministeriali, esso presuppone una visione culturale, prima che politica-amministrativa, sul complessivo modello di società e quindi sul rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini. Non si riduce la burocrazia varando il Registro dell’anagrafe  condominiale,implementando la normativa sulla privacy, incrementando con la legislazione le incombenze di cittadini ed imprese, perpetuando un rapporto di vassallaggio, esemplare il caso della Tasi, tra fisco e contribuenti. Semplificare presuppone anche la consapevolezza di dover ridurre l’apparato burocratico e di conseguenza il suo livello occupazionale, misura ipotizzabile in una fase di sviluppo economico, impercorribile in una crisi, che solo nel 2013 ha prodotto la perdita di 478 mila occupati con un calo del 2,1 per cento rispetto al 2012. Così come è contraddittorio pensare alla mobilità interna alla pubblica amministrazione, auspicata dal movimento sindacale, a meno di non considerare la semplificazione solo un’accattivante e suadente parola.