lunedì 16 giugno 2014

Intervento del Direttore di Società Libera, Vincenzo Olita

LA  SUADENTE PAROLA DELLA SEMPLIFICAZIONE
di Vincenzo Olita Le liberalizzazioni continuano ad essere un percorso ed un modello in crisi che vaga tra miraggi e concretizzazioni, questa la sintesi del dodicesimo Rapporto di Società Libera che individua, a compendio della trattazione dei nove settori analizzati, stimolanti indicazioni operative.
Da tempo auspichiamo un sostanziale processo di liberalizzazioni che apra il Paese alla concorrenza e lo indirizzi su un concreto percorso di semplificazione e modernizzazione dell’apparato burocratico, purtroppo, al di là di esternazioni e proclami, in questi anni hanno prevalso immobilismo e un’inconsistente retorica sull’urgenza del riformare. A riprova, riproponiamo quest’anno un saggio sul comparto della sicurezza, già pubblicato nel 2009, che evidenziava un’esigenza di ammodernamento e di razionalizzazione. Dopo cinque anni sono riflessioni del tutto attuali, rinvigorite dal dibattito sulla spending review, ma appannate dal pressappochismo della politica, che ha oscillato tra proposte di accorpamento di corpi di polizia e richieste d’incremento degli operatori, già ridondanti rispetto alla media europea, per poi esaurirsi nel solito  ragionieristico reperimento di risorse attraverso tagli di spesa, con buona pace di una concreta razionalizzazione del settore.
Nella stessa necessità si trova il sistema giudiziario che per la sua inefficienza, ma ancor più per l’inefficacia, ormai stancamente, viene indicato tra le principali criticità del Paese. L’incertezza giuridica, piaga del nostro ordinamento processuale, richiede una riforma sistemica del processo centrata sulla revisione delle finalità e della struttura dell’istituto dell’impugnazione sia civile che penale. Sono indicazioni che, unitamente ad una riforma strutturale ed organizzativa della giustizia amministrativa, dovrebbero essere in grado di incidere su una sostanziale riduzione del contenzioso giudiziario.
L’ultimo Rapporto si soffermò sull’antieconomicità della TAV e sulla sua faraonica inutilità, oggi evidenzia l’esigenza di urgenti interventi a beneficio del trasporto pubblico locale, un’insufficiente liberalizzazione nel trasporto ferroviario e accoglie positivamente la costituzione dell’Autorità indipendente per la regolazione dei trasporti, purtroppo non dotata di poteri sanzionatori.
Di ripensamento in senso liberale necessita anche il comparto dell’istruzione dove merito, sistema premiante per i docenti e autonomia degli Istituti oscillano tra insipiente sottovalutazione e anacronistiche contrarietà. Al nostro sistema scolastico non bastano più burocratiche riforme, incapaci di innescare un sostanziale mutamento in senso partecipativo, occorre una progettualità radicale che, muovendo dall’elezione dei dirigenti scolastici da parte di docenti, studenti, personale, famiglie, dalla scelta e valutazione dei docenti, dalla soppressione degli Uffici scolastici regionali, giunga a connaturare ogni Istituto come pulsante comunità, non come ultimo anello di una catena ministeriale, ma segmento propedeutico al necessario rapporto scuola-lavoro.
Le privatizzazioni, poi, vengono invocate, nel migliore dei casi, come strumento per la riduzione del debito, il più delle volte come un pronto cassa funzionale alle esigenze di bilancio. La privatizzazione della Rai, invece, potrebbe segnalare un reale arretramento dell’apparato politico e la concreta volontà di abbandonare indirizzi dirigistici.
Così come non si può prescindere da una presa d’atto, da parte delle Regioni, dello stretto rapporto che intercorre tra l’attuazione degli indirizzi di razionalizzazione delle attività economiche e la gestione della finanza pubblica, un rapporto che implica di indirizzare l’attività e le scelte degli enti territoriali non verso un capitalismo municipale, ma ad una maggiore attenzione ai mercati, perché le politiche di liberalizzazione sono di fatto propedeutiche allo sviluppo economico.
Purtroppo le nostre condizioni strutturali non avvertono significativi miglioramenti: la vischiosità delle procedure e il loro costo, la Banca mondiale segnala che avviare un’impresa in Italia costa il triplo rispetto alla media Ue, la corruzione, gli oneri burocratici e amministrativi continuano ad incidere sul contesto congiunturale.
Eppure l’impegno a sburocratizzare e semplificare è promessa principe della politica   che, con ipocrita superficialità, finge di non accorgersi che la soffocante tenaglia burocratica è da essa stessa manovrata.
Un percorso di semplificazione non è dipendente da buone intenzioni ministeriali, esso presuppone una visione culturale, prima che politica-amministrativa, sul complessivo modello di società e quindi sul rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini. Non si riduce la burocrazia varando il Registro dell’anagrafe  condominiale,implementando la normativa sulla privacy, incrementando con la legislazione le incombenze di cittadini ed imprese, perpetuando un rapporto di vassallaggio, esemplare il caso della Tasi, tra fisco e contribuenti. Semplificare presuppone anche la consapevolezza di dover ridurre l’apparato burocratico e di conseguenza il suo livello occupazionale, misura ipotizzabile in una fase di sviluppo economico, impercorribile in una crisi, che solo nel 2013 ha prodotto la perdita di 478 mila occupati con un calo del 2,1 per cento rispetto al 2012. Così come è contraddittorio pensare alla mobilità interna alla pubblica amministrazione, auspicata dal movimento sindacale, a meno di non considerare la semplificazione solo un’accattivante e suadente parola.

martedì 15 ottobre 2013

Roma 19 Ottobre 2013 - VI^ Marcia Internazionale per la Libertà

Una marcia silenziosa, partecipata da persone che non vogliono contarsi, distinguersi, farsi conoscere o riconoscere: sfileranno a Roma per sostenere la forza degli ideali, la nobiltà dei valori, l’inviolabilità dei diritti, la dignità dei popoli.
Prendiamo parte alla Marcia del 19 Ottobre ed impegniamoci a dar voce alle parole ed alle istanze che certamente alte echeggeranno nel pomeriggio romano.


Link:
http://www.societalibera.org/it/marcialiberta/marcia_2013/annuncio_it.htm

mercoledì 9 ottobre 2013

VI Marcia Internazionale per la Libertà ed iniziative a Roma e Firenze


AGENDA

ROMA :  19 0ttobre ore 17
VI MARCIA INTERNAZIONALE PER LA LIBERTA’
DELLE MINORANZE E DEI POPOLI OPPRESSI
 
ROMA :  24 Ottobre ore 16
CONVEGNO " LE ISTITUZIONI SONO PASSIONI? "
CAMERA DEI DEPUTATI – SALA DEL REFETTORIO
Palazzo San Macuto - Via del Seminario, 76
 
FIRENZE :  16 Novembre ore 9,30
CONVEGNO "MAFIE E AMMINISTRAZIONI LOCALI"
Auditorium Consiglio Regione Toscana Via Cavour, 4
 

mercoledì 11 settembre 2013

Vogliamo essere numerosi per loro non per noi

VI MARCIA INTERNAZIONALE
PER LA LIBERTA’

DELLE MINORANZE E DEI POPOLI OPPRESSI

BERLINO, BRUXELLES, PARIGI, ROMA

SABATO 19 OTTOBRE 2013, ORE 17

Organizzata in collaborazione con le Comunità delle Minoranze e dei Popoli oppressi in esilio,
  • per sollecitare l’opinione pubblica, l’Europa e gli organismi soprannazionali, perché assumano posizione a tutela delle minoranze;
  • affinché l’Europa istituisca la Giornata Europea per la Libertà delle Comunità, delle Minoranze e dei Popoli oppressi.
A fronte del peggioramento internazionale della situazione dei diritti umani, e considerando che in almeno un quarto dei Paesi del mondo le libertà fondamentali sono quotidianamente negate, riteniamo che non basta più esprimere generiche solidarietà.
E’ tempo che:
  • in Europa le piazze si riempiano di gente consapevole;
  • l’Occidente si scuota e mobiliti concretamente interesse e coscienza sulle condizioni di centinaia di milioni di uomini;
  • si sviluppi un vasto e unitario movimento di mobilitazione, in grado di far comprendere che la difesa dei Diritti Umani è una priorità internazionale.

QUATTRO CITTÀ MARCIANO

INSIEME PER LA DIFESA DEI DIRITTI UMANI


lunedì 5 agosto 2013

Dopo la sentenza

Due le considerazioni che rivolgo a me stesso dopo il pronunciamento della Cassazione, la settimana scorsa:
1) dopo tanti mesi, alcuni Partiti hanno potuto finalmente trovare argomenti e visibilità, che non avrebbero mai potuto avere data l'inesistenza di offerta politica (nemmeno una proposta su lavoro, imprese, opere pubbliche, disoccupazione...);
2) dopo semestri di produzioni di notizie volte a fornire al mondo aggiornamenti sulle bravate della gente di Corte o sul mistero del nome dell'ultimo erede al trono, finalmente i media inglesi spezzano questo continuum e trattano anche altre notizie, seppur con quell'astio impastato di dileggio e disprezzo, tipico loro.

Due cambiamenti davvero incredibili.

giovedì 1 agosto 2013

Accade in montagna


Ho conosciuto il vice-Sindaco di una città di montagna, un tipo forgiato davvero dal freddo: pochi sorrisi, poche formalità, tantissima sostanza ed intraprendenza. Molti diranno: è un tipo del nord, quindi concreto e molto pratico come tutti. Certo, aggiungo io, però questo rappresentante delle Istituzioni si distingue anche fra la sua gente, perchè riesce a capirla come nessun altro e dare risposte che si possono misurare in efficacia ed impatto. Arriva dal mondo del lavoro -come si usa dire in termini elogiativi- con l'umiltà di chi deve ancora imparare molto, ma si muove con la sicurezza e l'abilità del politico esperto: è popolare nella sua piccola città perché è parte di essa, delle sue persone, delle sue tradizioni; non ha una Segretaria, nè una Segreteria perché preferisce il contatto diretto con le persone senza mediazioni ed troppe procedure (occorre solo prenotarsi due giorni prima dell'eventuale appuntamento), è solito girare durante tutto l'anno per le piccole case sparse presso montagne e valli per ascoltare i suoi concittadini e per confrontarsi con loro su piccoli e grandi problemi. Nel piccolo territorio il senso di comunità è molto forte, se non altro perché le condizioni meteo -davvero dure per quasi tutto l'anno- fortificano in chiave solidaristica i rapporti e le interazioni fra gli abitanti. Alcuni dicono che stia studiando da Sindaco, anche per il fatto che con la sua personalità sembra coprire l'attività davvero rilevante dell'attuale Primo cittadino. Non posseggo elementi utili per ipotizzare scenari e situazioni, non conosco ovviamente così bene il vice-Sindaco per interpretarne iniziative o piani futuri: mi piace pensare che ciò che sta facendo lo faccia solo per passione e senso di responsabilità, senza ambire necessariamente a qualcosa di diverso e migliore. Forse sbaglio (la riprova il prossimo anno), ma penso che la sua concretezza sia più un tratto del carattere, che una veste indossata per strappare consensi.